STORIA DEL MUSEO

STORIA Il

 Il Museo nasce dalla passione e la volontà del Dr. Raffaello D’Ettore, con la collaborazione del sig Antonio Anastasio e Carmine Marino, di far crescere e conoscere il mondo dello spionaggio. Il museo raccoglie oggi svariati pezzi che raccontano l’evoluzione tecnologica.

IL percorso espositivo del Museo si apre con un focus sulla storia dello spionaggio, dove troviamo uno spazio interattivo nel quale sono esposte le prime attrezzature usate dallo spionaggio . Essi sono una testimonianza e descrizione della nascita dei primi rudimentali mezzi e del fervore creativo e fenomenologico, che raccontano la storia delle varie vicissitudini, parlano di sapere, custodiscono segreti, conservano memorie di eventi e persone.

Il fondatore del progetto Museo dello spionaggio, ha approfondito gli studi sulla storia dell’intelligence e dei servizi segreti italiani, repertando foto e cimeli documentativi, e contestualmente ha recuperato  un cospicuo patrimonio costituito dalle collezioni di attrezzature usate in passato  (macchine fotografiche , radio trasmittenti  attrezzature fonografiche ecc. …). Il Museo, quindi é un  punto di riferimento nel suo genere integrando tecnologia e storia offrendo  spunti di riflessione per chi voglia approfondire temi che riguardano ambiti meno noti della nostra storia.

La C.I.F.I.T.   grazie al suo Osservatorio  O.R.E.I.  ha subito creduto nel progetto fondato dal Dr. Raffaele D’Ettore, in quanto considera di grande valore socio-culturale lo studio dei sistemi di investigazione e spionaggio di un tempo.

Questo progetto costituisce una preziosa testimonianza storica sui sistemi usati dall’ intelligence italiana del passato,  uno strumento didattico per le scuole e gli istituti di formazione nonché per gli appassionati e gli studiosi in genere .

Il Museo nasce con finalità educative e didattiche, ma non prive di dimensione storica e scientifica, non vuole essere solo uno spazio dedicato esclusivamente alla conservazione di strumenti e materiali per lo spionaggio, ma vuole avere una prospettiva pedagogica, un luogo di cultura interattiva attraverso la partecipazione di adulti, ragazzi e adolescenti, che interagiscono con strumenti utilizzati nello spionaggio, in modo da impressionare i visitatori.

 

il Fondatore

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